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CHI VA E CHI VIENE

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L'AEROPORTO DEL MESE

LA COMPAGNIA DEL MESE

paleari discepolo laghiChe le sorti di Alitalia , dopo quasi due anni di commissariamento sarebbero state decise prima della scadenza elettorale di fine maggio era una favoletta cui non credevano neanche i 3 commissari (Stefano Paleari, Daniele Discepolo, Enrico Laghi, da sinistra a destra nella foto, orfani del ben più mediatico Luigi Gubitosi). Per avere un’idea delle (drammatiche) cifre che girano sull’ex vettore di bandiera, è utile guardare la scheda video del Corriere della Sera on line (clicca qui), icasticamente intitolata “Alitalia: l’azienda che perde 57.000 euro. All’ora”. No comment.

 

alitalia airbus320 qalitalia logo qCon il 2019 s’infittiscono le scadenze nella vicenda della vendita Alitalia, come riporta l’accurata cronaca di Andrea Lovelock per l’agenzia di viaggi. Si è da poco conclusa la confirmatory due diligence di FS (la scadenza ufficiale era il 31 dicembre scorso) e ora è previsto il confronto con i sindacati per la roadmap che il governo intende rendere ufficiale per portare a termine l’operazione con il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti. E sempre in questi giorni dovrebbe chiarirsi anche la posizione di Lufthansa, ancora non definita, dopo che easyJet e Delta hanno palesato le loro. Per il vettore inglese, infatti, è stato confermato un interesse per il corto e medio raggio, mentre la linea aerea nordamericana nutrirebbe una specifica attenzione per le sinergie operative relative al feederaggio sul lungo raggio. La chiusura dell’anno, per Alitalia, significa anche consuntivo contabile con una previsione di perdite stimate intorno ai 500 milioni di euro e una cura dimagrante nei costi che era stata approntata nella relazione finanziaria redatta dai commissari subito dopo l’uscita di scena di Luigi Gubitosi, passato a Tim. Nel documento contabile è presente una specifica strategia distributiva finalizzata a ottimizzare le vendite dirette alle aziende (segmento corporate) e alle agenzie di viaggi (segmento leisure) e la successiva personalizzazione del prodotto Alitalia su tutti i canali di vendita online. E sempre dalla medesima fonte emerge un ulteriore ridimensionamento della liquidità in cassa, scesa a settembre 2018 a 628 milioni di euro, rispetto ai 770 milioni previsti da una stima iniziale dei tre commissari. Una nota positiva è la proroga al 30 giugno 2019 della restituzione del prestito-ponte, su cui comunque grava ancora il giudizio dell’Unione Europea, in quanto da più Paesi membri è stato sollevato il sospetto di aiuto di Stato camuffato. Qualcosa di positivo anche sul fronte business vero e proprio: con 21,5 milioni i pax trasportati nel corso del 2018 il vettore basato a Fiumicino registra un + 0,9% rispetto al 2017 e un incoraggiante + 7,1% sul lungo raggio.

 

ball cordero hogansuccessori ballÈ costata il posto a James Hogan, la campagna d’Europa avviata da Etihad per l’acquisizione di cospicue quote nelle compagnie airberlin, Alitalia e Air Serbia, che ha finora condotto a perdite milionarie. Nel 2006 il manager australiano, proveniente da Gulf Air, era stato nominato CEO e Group President di Etihad Airways, allo scopo di trasformare il vettore di Abu Dhabi in un colosso in grado di competere a livello globale: cosa regolarmente avvenuta (da 22 a 120 aerei in 10 anni), ma non è bastato e - a gennaio 2017 - il chairman of the board di Etihad Aviation Group, Mohamed Mubarak Fadhel Al Mazrouei, ha dato il benservito a Hogan, al suo CFO James Rigney e, presumibilmente, alla sua strategia. Traballa pertanto anche la poltrona di Cramer Ball, 49enne anche lui australiano (nella foto, alla destra del presidente Alitalia Luca Cordero di Montezemolo), chiamato da Hogan a marzo 2016 e nominato CEO Alitalia al posto del dimissionario Silvano Cassano. Siccome Intesa Sanpaolo e Unicredit, alle prese con l’ennesima ricapitalizzazione dell’ex vettore di bandiera, pare abbiano chiesto la sua testa, riparte il valzer del possibile successore, italiano stavolta: l’ex ministro Corrado Passera, (nella foto in alto a destra, poi in senso orario) l’ex a.d. F.S. Mauro Moretti, l’ex a.d. NTV Flavio Cattaneo e l’ex a.d. Meridiana Roberto Scaramella. Qui i dettagli.

 

alitalia logoetihad logo az qUna cosa è certa: è stato un matrimonio infelice, quello tra gli emiratini di Abu Dhabi e la nostra ex compagnia di bandiera: da dicembre 2017 il divorzio è completo anche nel logo. Via il marchio Etihad dal sito ufficiale. Via l’indicazione “Partners”. Via le sfumature sul verde dal logo Alitalia, che secondo alcuni viravano un po’ troppo verso quelle del deserto, “in onore” dei soci arabi. Resta soltanto l’indicazione di Sky Team, l’alleanza a cui Alitalia appartiene, chissà ancora per quanto tempo ancora. Dopo due anni e mezzo (l’accordo risale ad agosto 2014) sparisce ogni riferimento al vettore del Golfo Persico e Alitalia torna al logo tradizionale, che aveva subito l’ultimo restyling nel 2005. “Il logo è semplificato, ma sostanzialmente è rimasto lo stesso dei mesi scorsi, abbiamo tolto la sfumatura”, precisano nel quartier generale a Fiumicino. Nel 2014 il CEO di Etihad James Hogan si era sbilanciato con un ottimistico “Alitalia diventerà un’azienda più sexy, ci sarà da lavorare di più, ma il futuro è assicurato”. Si è visto che fine han fatto (sia lui che l’Alitalia.

cordero di montezemoloIl 18 settembre 2015, dopo un anno come a.d. della “nuova” Alitalia, Silvano Cassano lasciava (“per motivi personali” riferiva Cordero di Montezemolo in una lettera ai dipendenti). A novembre il presidente Montezemolo assumeva la gestione ordinaria (ovvero le deleghe di a.d.) con responsabilità degli uffici, del personale e del patrimonio, nonché il potere di investimenti e disinvestimenti fino all’ammontare di 15 milioni di euro, in attesa della nomina del nuovo a.d. (prevista a gennaio 2016). A dicembre toccava ad Ariodante Valeri, in carica come chief commercial officer, delegato per vendite e marketing, per meno di un anno. Cassano e Valeri erano gli uomini del rilancio, il braccio operativo di James Hogan, CEO dell’azionista di maggioranza Etihad. Non ce l’hanno fatta neanche loro, a rimettere in piedi i conti.