Se Ryanair non ci fosse bisognerebbe inventarla
Ecco quattro opzioni: 1. aumentare le tasse per i passeggeri: nel 2009 Ryanair ha costantemente aggiunto nuove tasse, dall’obbligo del check-in online (facendo pagare profumatamente la stampa della carta d’imbarco in aeroporto) alle penali in caso di modifiche del documento presentato in aeroporto rispetto a quello registrato on line, senza parlare dei bagagli stivati, sempre più cari. Le altre low cost hanno criticato la compagnia per questi nuovi costi “punitivi” e per gli oneri “nascosti”, lamentando una “percezione” negativa delle low cost da parte del pubblico, ma - ovviamente - Ryanair se ne infischia e medita di far pagare anche l’utilizzo della toilette in volo... 2. spremere più denaro dagli aeroporti e dalle Regioni: molti aeroporti (Alghero, ad esempio) hanno praticamente ricevuto un ultimatum da Ryanair, non tutti hanno accettato, ma la perdita è grave. 3. congelare i salari dei dipendenti: questa è una policy abituale, ma certo non fa felici i dipendenti (e di conseguenza - forse - neanche i passeggeri... 4. comprare nuovi aerei a basso prezzo: questo era già avvenuto dopo l’11 settembre, è stato uno degli elementi del successo attuale di Ryanair ed è il punto centrale delle attuali discussioni con Boeing; intanto Ryanair corteggia altre aziende e minaccia di cancellare ordini alla Boeing. La polemica Ryanair-ENAC (l’ente del controllo di volo guidato da Guido Riggio) ha incendiato gli animi a cavallo tra 2009 e 2010. O’Leary non le ha mandate a dire, vedi nella rubrica IPSE DIXIT.Per i passeggeri dei voli interni, ENAC sollecitava la compagnia ad accettare svariati documenti di riconoscimento (comprese licenze di pasca o di caccia), Ryanair pretendeva di accettare solo la carta d’identità, al punto da minacciare la cancellazione di molti voli nazionali. La querelle si chiudeva a gennaio con l’accettazione di tutti i documenti rilasciati dallo Stato Italiano, non solo passaporti e carte di identità, ma anche tesserini emessi dalle amministrazioni statali, purché equiparabili ad una EU/EEA National Identity Card. Ministri e parlamentari italiani possono volare con le carte AT/BT, ma rimangono esclusi tesserini professionali, licenze di pesca o patenti di guida.
È finalmente arrivata la fatidica data
È finalmente arrivata la fatidica data in cui Ryanair ha abolito i check-in dai 146 aeroporti su cui opera: d’ora in poi i passeggeri di Ryanair potranno fare il check-in solo on line. La nuova procedura prevede che i passeggeri arrivino in aeroporto con la carta d'imbarco già stampata: per chi dimentica o perde la carta d'imbarco o non è in grado semplicemente di stamparla, la ristampa in aeroporto costerà 40 euro a passeggero per tratta. E chi deve imbarcare il bagaglio dovrà portarlo ai banchi aeroportuali perché sia etichettato e avviato nelle stive. Non si capisce però perchè nel prezzo del volo sia ora incluso un fee di 5 euro a tratta per il check-in on line: risparmio da una parte ed extra revenue dall’altra, l’abbinata perfetta!
La compagnia irlandese guidata da Michael O’Leary
La compagnia irlandese guidata da Michael O’Leary continua a essere una fucina di idee fuori dagli schemi. Prima con l’uso a pagamento della toilette di bordo, poi con l’idea di addebitare una sovrattassa ai passeggeri in sovrappeso, infine col progetto di far caricare il bagaglio sull'aeromobile dai passeggeri stessi. Tutte idee rimaste, per ora, sulla carta perché non semplici da realizzare. Ma l’ultima le batte tutte: viaggiare in piedi sui voli. “Avremmo un incremento del 30% di passeggeri su ogni volo - spiega il portavoce della compagnia Stephen McNamara - e potremmo abbassare il costo del biglietto del 20%. I passeggeri non starebbero proprio in piedi, ma avrebbero una sorta di sedile al quale appoggiarsi e, ovviamente, la cintura di sicurezza. Stiamo già discutendo questa ipotesi con Boeing, che allestisce i nostri aeromobili, e non ci dovrebbero essere grandi problemi tecnici”. Puntualizza Michael O'Leary: “Perché dovrebbe essere diverso dai treni, dove migliaia di persone che non trovano posto stanno in piedi nei corridoi? In metropolitana, per esempio, accade regolarmente. E per andare da Bergamo a Francoforte s’impiegano cinquanta minuti, per attraversare Londra da nord a sud, col Tube, ci vuole di più”. 80.000 passeggeri si sono già detti favorevoli. Le reazioni sono state improntate alla facile ironia, ma conviene non sottovalutare le idee, anche balzane, del CEO di Ryanair: finora ci ha sempre preso, e la concorrenza prima ci ha riso sopra, poi - spesso - si è adeguata. In ritardo.
In un anno non felice per il comparto aereo Ryanair
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Se Ryanair non ci fosse bisognerebbe inventarla, non fosse altro che per la quantità di notizie sfornate di continuo, sui temi più disparati.
La compagnia irlandese guidata da Michael O’Leary continua a essere una fucina di idee fuori dagli schemi. Prima con l’uso a pagamento della toilette di bordo, poi con l’idea di addebitare una sovrattassa ai passeggeri in sovrappeso, infine col progetto di far caricare il bagaglio sull'aeromobile dai passeggeri stessi. Tutte idee rimaste, per ora, sulla carta perché non semplici da realizzare. Ma l’ultima le batte tutte: viaggiare in piedi sui voli. “Avremmo un incremento del 30% di passeggeri su ogni volo - spiega il portavoce della compagnia Stephen McNamara - e potremmo abbassare il costo del biglietto del 20%. I passeggeri non starebbero proprio in piedi, ma avrebbero una sorta di sedile al quale appoggiarsi e, ovviamente, la cintura di sicurezza. Stiamo già discutendo questa ipotesi con Boeing, che allestisce i nostri aeromobili, e non ci dovrebbero essere grandi problemi tecnici”. Puntualizza Michael O'Leary: “Perché dovrebbe essere diverso dai treni, dove migliaia di persone che non trovano posto stanno in piedi nei corridoi? In metropolitana, per esempio, accade regolarmente. E per andare da Bergamo a Francoforte s’impiegano cinquanta minuti, per attraversare Londra da nord a sud, col Tube, ci vuole di più”. 80.000 passeggeri si sono già detti favorevoli. Le reazioni sono state improntate alla facile ironia, ma conviene non sottovalutare le idee, anche balzane, del CEO di Ryanair: finora ci ha sempre preso, e la concorrenza prima ci ha riso sopra, poi - spesso - si è adeguata. In ritardo.