CHI VA E CHI VIENE

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L'AEROPORTO DEL MESE

LA COMPAGNIA DEL MESE

wizz ryan easy qLeonard Berberi è un giornalista del Corriere della Sera, sicuramente uno dei maggiori esperti di compagnie aeree e aeroporti. Siccome i suoi lettori non sono specializzati, adotta uno stile semplice e divulgativo, senza eccedere in tecnicismi. Ecco un estratto dell’articolo pubblicato il 25 agosto 2025: 

Wizz Air si ritira dal mercato nel Golfo Persico. L’islandese Play Airlines abbandona il mercato transatlantico per concentrarsi su alcune destinazioni balneari europee. La norvegese Norse Atlantic Airways si concentra sempre di più sul prestare i suoi aerei agli altri vettori. La storica Southwest Airlines abbandona l’assegnazione casuale (e gratuita) dei posti dopo oltre mezzo secolo. L’indiana IndiGo, in rapida ascesa, si espande ai voli intercontinentali e aggiunge una classe «premium». E la statunitense Spirit che lancia l’allarme sul rischio liquidità nei prossimi mesi.

Il 2025 sembra rivelarsi un anno spartiacque per il modello (ultra) low cost nel trasporto aereo. Dove le big - come Ryanair ed easyJet - al momento confermano la loro solidità. Ma tante altre registrano diverse sfumature di difficoltà e provano a rilanciarsi. “Il modello low cost è morto. Mi dispiace dirlo, ma quel modello era: fregare il cliente, ingannare le persone, convincerle a comprare e poi addebitar loro una valanga di commissioni extra che non si aspettavano con informazioni nascoste dietro un linguaggio legale incomprensibile” ha sentenziato Scott Kirby, amministratore delegato di United Airlines.

Secondo gli esperti a mettere in crisi buona parte delle low cost sono proprio i vettori tradizionali. Che sulle rotte dove competono direttamente con le compagnie senza fronzoli hanno di fatto pareggiato le loro tariffe offerte, anche “spogliando” i propri biglietti dei servizi un tempo inclusi (come il bagaglio a mano).

Infatti è a livello finanziario che le cose per le low cost non vanno benissimo. Southwest ha dovuto rivedere il suo modello di business, rendendo a pagamento alcuni servizi fino a quel momento gratuiti, come la scelta del posto. Play, che vola anche tra l’Islanda e gli Usa, da settembre interrompe i collegamenti per ristrutturarsi e sopravvivere, dedicandosi di più ai voli europei. Recentemente Wizz Air ha chiuso la filiale di Abu Dhabi dopo quasi cinque anni, perché non è stata mai in grado di fare utili con gli aerei posizionati negli Emirati Arabi Uniti. In parallelo la società ungherese ha ridimensionato i suoi piani, tagliando drasticamente l’ordine di Airbus A321Xlr (il velivolo a corridoio singolo in grado di coprire distanze intercontinentali) e tornando alle origini, concentrandosi di più sull’Est Europa e aumentando i voli sui mercati dove può espandersi, come l’Italia.

 

ita freccia qEcco un estratto dall’articolo del 31 agosto 2025 redatto dal giornalista specializzato Leonard Berberi del Corriere della Sera:

Nel 2024 i Paesi europei hanno visto sparire 1,5 milioni di voli domestici rispetto al periodo di picco che, per molti, è stato il 2007. Da allora è iniziato il declino. Compensato in parte dall’utilizzo di aerei con più sedili (la capienza media è passata da 115 a 154).

Ma come mai i voli nazionali calano? I motivi sono diversi. Il taglio è in parte dovuto all’introduzione ed espansione dell’alta velocità ferroviaria che ha drenato traffico (si pensi alla direttrice Milano-Roma-Napoli o alla Madrid-Barcellona). Le low cost anche hanno influito: in passato, i passeggeri delle città medio-piccole dovevano fare scalo nell’hub del proprio Paese (ad esempio da Bari a Roma) per imbarcarsi sui collegamenti internazionali. Con i voli punto a punto dagli scali secondari offerti da Ryanair, easyJet, Wizz Air, Vueling, Volotea si può volare direttamente verso centinaia di destinazioni, evitando i transiti.

Nel frattempo sono fallite decine di aviolinee regional, vitali a garantire i collegamenti locali. E se il “flight shaming” (in particolare nel 2017-2019) ha reso più sensibili le aziende, spingendole a ridurre i voli brevi per attenuare le emissioni di anidride carbonica, la pandemia e il ricorso allo smart working hanno dato un’ulteriore spinta a organizzare gli incontri non essenziali su Teams e Zoom e non più in presenza.

Arriveremo alla sparizione dei voli domestici? Per alcuni Paesi, come l’Italia, questo non succederà. Perché tra limitazioni geografiche, presenza di isole e oneri di servizio pubblico (come la continuità territoriale con la Sardegna) ci sarà sempre l’esigenza sociale di assicurare la mobilità dei propri abitanti.

 

peggiori compagnie qFlightright è una società basata a Berlino e si occupa della gestione di reclami nei confronti delle compagnie aeree europee, in caso di ritardi, cancellazioni, negato imbarco o rimborso di costi più elevati per i biglietti sostitutivi. Dal 2010 Flightright ha ottenuto oltre 450 milioni di euro di risarcimento dalle compagnie aeree, assistito 2 milioni di viaggiatori ed è leader di mercato nei portali per i diritti dei passeggeri aerei.

Il Flightright Index 2025 ha preso in considerazione le venti maggiori compagnie aeree in Europa, verificandone aspetti come affidabilità, puntualità nel pagamento dei risarcimenti e soddisfazione del cliente. Per ogni categoria vengono assegnate delle stelle: 5 per l’eccellenza e 1 per la mediocrità. Discover Airlines, Eurowings e Iberia (le prime due fanno riferimento a Lufthansa) sono risultate le migliori compagnie. Una sorpresa le tre peggiori: Finnair, Vueling e Ryanair.

Con 2,48 stelle su 5 il primato di peggiore compagnia aerea d’Europa tocca alla finlandese Finnair. Oltre a scioperi non annunciati e ritardi sui voli, molte lamentele sui lunghi tempi d’attesa dei rimborsi e assenza di soddisfacenti risposte ai reclami. Sul poco invidiabile podio, al secondo posto Vueling con 2,52 stelle su 5 e al terzo Ryanair con 2,58 stelle: evidentemente il modello low-cost non è così performante in termini di post-vendita. Seguono al quarto posto easyJet, al quinto KLM, al sesto British Airways, al settimo Wizz Air. Quindi Condor, Swiss e Turkish Airlines.

Secondo Flightright, a innervosire particolarmente i passeggeri sono le lungaggini per ottenere un rimborso quando il volo è in ritardo: oltre al danno di aver subito un pessimo servizio, si aggiunge la beffa di dover attendere mesi, e talvolta anni, per ottenere ciò che è dovuto.

 

combo lh qA fine agosto 2025 il quotidiano tedesco Handelsblatt riferisce, da fonti interne, che Lufthansa ha intenzione di trasformare profondamente la propria struttura organizzativa, con l’obiettivo di rafforzare le funzioni della sede centrale di Francoforte, aumentando considerevolmente il controllo su tutte le compagnie del gruppo. Le filiali, ovvero Lufthansa Airlines, Swiss, Brussels Airlines e Austrian Airlines, dovrebbero trasferire funzioni-chiave come la gestione dell'approvvigionamento, la pianificazione della rete e delle vendite alla capo-gruppo. I marchi sarebbero quindi responsabili solo degli aspetti direttamente correlati all’esperienza dei passeggeri a bordo, come il catering. Quattro entità denominate Group Function Board supervisionerebbero gli hub aeroportuali, nonché la tecnologia, le risorse umane e la finanza, e sarebbero guidate da membri del Group Executive Board della proprietà. Decisione strategica che - ovviamente - non può non avere un impatto anche su ITA Airways, visto a gennaio 2025 Lufthansa ne ha acquisito il 41% delle quote (il restante 51% fa capo al Ministero dell'Economia e delle Finanze) ed entro il 2029 potrà esercitare l’opzione di acquisto delle restanti.

 

salvatore tuttolomondoCosa c’entri l’ENAC Ente Nazionale Aviazione Civile col Palermo Calcio non è semplice, ma proviamo a spiegarlo. Il 3 maggio 2019 il Palermo Calcio è stato ceduto dalla proprietà Palermo Football Club SpA alla Sporting Network Srl, veicolo societario controllato da Arkus Network Srl (per saperne di più, clicca qui). Salvatore Tuttolomondo, CFO del Gruppo con sede a Roma (“Io rappresento Arkus Network”, come sottolinea lui stesso in video, clicca qui per la cronaca del Giornale di Sicilia), il fratello Walter Tuttolomondo, presidente del CdA di Arkus Network e nuovo consigliere senza deleghe del Palermo Calcio, e il nuovo direttore generale Fabrizio Lucchesi (in foto, a destra di Salvatore Tuttolomondo) dovranno subito immettere capitali freschi (si parla di almeno 5 milioni di euro, ma i debiti pregressi sono quattro volte tanto) e affrontare lo spettro della retrocessione in serie C (per una intricata vicenda di presunti falsi in bilancio, come riportato dallo stesso Giornale di Sicilia). Solo quattro giorni prima, il 29 aprile, l’ENAC rendeva noto di aver ricevuto comunicazione, da parte del vettore aereo Neos (controllato al 100% da Alpitour SpA), di non voler proseguire i servizi charter per il tour operator “Partecipazioni per il turismo, a causa di mancati pagamenti da parte di quest’ultimo. Partours SpA è controllata al 100% da Arkus Network Srl, che il 2 maggio reagisce bruscamente con la seguente nota: “Partours SpA fa sapere di non aver mai stipulato con autonoma volontà negoziale accordi commerciali con il vettore del Gruppo Alpitour e al medesimo pertanto nulla deve”, soprattutto quando tali “impagati” sono da attribuirsi a Viaggi di Atlantide, t.o. che sarebbe dovuto entrare nel portafoglio Arkus, come da annuncio di marzo 2019. Ora, ne consegue, non c’entra più. Riassunto: a Torino qualcuno ha pensato che Arkus Network stesse assumendo troppi rischi (calcio compreso) e ha pensato di chiedere il pregresso di Viaggi di Atlantide, via ENAC. Ma ha sbagliato indirizzo (o tempistica...). Ovvio che non finisce qui.