A metà agosto 2025 Turkish Airlines ha confermato che Air Europa ha accettato la sua proposta di diventare azionista della compagnia di proprietà della famiglia Hidalgo (Globalia): l’offerta ha superato quelle di Etihad, di Lufthansa e di Air France-KLM (quest’ultima si era già ritirata qualche settimana prima).
La compagnia con hub a Istanbul Havalimanı, quotata alla Borsa di Istanbul e posseduta al 49,12% dal fondo sovrano turco, verserà 275 milioni di euro sotto forma di prestito ad Air Europa fino a quando le autorità non daranno il via libera al suo ingresso nel capitale, oltre ad altri 25 milioni destinati all'acquisto di azioni.La percentuale esatta della partecipazione oscillerà tra il 26 e 27% e sarà determinata dopo gli adeguamenti tecnici e finanziari precedenti il closing. In tal modo, Turkish diventerà il secondo azionista di Air Europa, superando IAG, che detiene il 20% delle quote.
Air Europa sarà funzionale alla crescita della compagnia, che punta a un aumento delle frequenze su destinazioni già esistenti (dal 2023 è la compagnia col maggior numero di destinazioni, al mondo) e ad aprire una trentina di nuovi scali entro una decina d’anni. Imponente anche la crescita della flotta, che prevede più di 800 aeromobili entro il 2033. Di concerto con un altro ambizioso obiettivo: quello di rendere l’aeroporto di Istanbul Havalimanı il più grande del mondo.
Bilancio positivo di Blue Panorama dopo un anno in Uvet
Due anni che hanno cambiato la vita a Blue Panorama Airlines, la compagnia con base a Fiumicino guidata dal CEO Giancarlo Zeni. Se a inizio 2017 era alla disperata ricerca di un acquirente, dopo 3 anni di amministrazione straordinaria, e a fine 2017 ha finalmente trovato il proprio cavaliere bianco, la Uvet di Luca Patanè, il 2018 ha portato buoni numeri. Fatturato previsto 286 milioni di euro (+ 14,4% rispetto ai 250 del 2017) e 1,7 milioni di passeggeri trasportati (+ 13,3% su 1,5 milioni del 2017), ai quali contribuirà sicuramente - nel 2019 - la ripresa del Mar Rosso. Rinnovamento testimoniato anche dalle nuove divise, confezionate da una casa d’abbigliamento sartoriale rigorosamente italiana. Qualche gustoso retroscena lo svela Luca Patanè, in occasione del Biz Travel Forum 2018: “Quando è arrivata l’occasione Blue Panorama sono andato a parlare con le banche, che mi hanno risposto: ‘Uvet è un’azienda sana, perché vuol comprare una compagnia aerea, che di solito è un business in perdita?’. Io ho risposto che se si riferivano ad Alitalia era un’altra storia, gestita male a livello politico; idem Meridiana: nessuno aveva un’idea di business model mix come noi. Non potevo lasciare il mercato della charteristica a un’altra compagnia aerea (Neos - ndr) e me la sono presa".
Nel 1985, quando gli Emirati Arabi erano noti solo a chi si occupava di petrolio e di gas, lo sceicco Mohamed bin Rashid Al Maktoum firmò un assegno da 10 milioni di dollari, per acquistare due aeromobili in leasing dalla Pakistan International Airlines e dotare Dubai di una propria compagnia aerea internazionale. Così nacque Emirates. Quasi trent’anni dopo, a luglio 2014, quei due aerei sono diventati 213, tra i quali 100 Boeing 777-300 e 54 Airbus A380-800(le più grandi dotazioni al mondo, su queste macchine) e ordini per 298 nuovi aerei, sia Boeing che Airbus. Emirates, che tutt’ora appartiene interamente al Governo di Dubai, ha sempre chiuso bilanci in attivo, tranne per il secondo anno di attività; il fattore di crescita annuale non è mai sceso sotto al 20%. Il Governo di Dubai ha finora ricevuto circa 1,5 miliardi di dollari dalla compagnia, da quando nel 1999 è iniziato il pagamento dei dividendi dovuti al versamento del capitale iniziale di 10 milioni, e - nonostante quello che molti pensino - non la sovvenziona né interviene sul suo funzionamento e sviluppo. Emirates non fa parte di nessuna delle 3 maggiori alleanze globali: Oneworld, SkyTeam e Star Alliance, sebbene nel 2000 abbia valutato la possibilità entrare in Star Alliance. Preferisce limitarsi ad accordi bilaterali e di code-share con le singole compagnie (come Qantas o TAP Portugal) pur di rimanere indipendente. I suoi vertici: dal 2003 il britannico Tim Clark (in foto a sinistra) è presidente e CEO di Emirates; Fabio Lazzerini (in foto a destra) è da luglio 2013 dir. generale Emirates Italia.
PowdAir, la compagnia svizzera che non è mai decollata, e perché
Già il nome era originale: PowdAir richiama l’inglese “powder” che significa, come il francese “poudreuse”, la più bella neve che uno sciatore possa desiderare: quella fresca e farinosa, ideale per “carvare” su pista. PowdAir era basata a Sion, capoluogo del Canton Vallese, quindi nel cuore delle Alpi svizzere, e avrebbe servito un gran numero di sciatori, soprattutto inglesi. Avventura finita prima d’iniziare, spiegata con tale (insolita) sincerità sull’home-page del sito stesso che la riportiamo integralmente: “Il 27 novembre 2017 abbiamo avvertito tutti i nostri passeggeri che il nostro principale investitore finanziario si era allontanato dal progetto PowdAir. In base a un accordo di riservatezza (NDA), non possiamo nominare l’investitore, ma possiamo condividere con voi le ragioni del suo ritiro. Il fallimento di Monarch e la cessione di airberlin, oltre alla chiusura di Darwin Airlines, più l’impatto della Brexit sull’aviazione europea, hanno scoraggiato il nostro investitore, che non ha background aeronautico e ha preferito ritirare il proprio supporto. Questo ci ha impedito di lanciare la compagnia aerea nell’inverno 2017/2018. Presa questa amara decisione, siamo stati travolti dalla quantità di messaggi di incoraggiamento da parte di investitori, aziende e resort nel Regno Unito, in Belgio e nel Vallese, che ci invitavano a tentare tutto il possibile pur di trovare un nuovo finanziatore per PowdAir. Abbiamo buone e cattive notizie per i passeggeri che avevano prenotato con noi (oltre 5.000 - ndr) in questa stagione invernale. In primo luogo, abbiamo già ricevuto una proposta di investimento da parte di un investitore del settore aeronautico, affidabile ed esperto. Sebbene non possiamo ancora comunicarne l’identità, siamo fiduciosi che il suo coinvolgimento potrà garantire il futuro finanziario di PowdAir. Tuttavia, la due diligence richiesta per finalizzare questo investimento richiederà almeno 30 giorni e abbiamo quindi deciso, ritenendo la decisione giusta da prendere, non far partire le operazioni quest'inverno. Il nuovo investitore desidera assicurarsi che vengano intraprese tutte le azioni necessarie per lanciare una compagnia aerea forte e ben finanziata, focalizzata sul successo a lungo termine. Cosa significa questo per coloro che hanno prenotato con noi? Semplicemente che PowdAir non sta andando in concordato preventivo, perché la compagnia continuerà ad esistere, anche se impiegherà più tempo per far decollare i propri aerei. Contiamo di ripartire entro il 2018, come compagnia aerea pienamente operativa, con velivoli di proprietà e una base più solida per pianificare le nostre rotte. Nel frattempo, procederemo al rimborso integrale dei biglietti di tutti coloro che avevano prenotato con noi. Ci scusiamo sinceramente per aver danneggiato le loro vacanze in montagna, ma contiamo sinceramente di averli a bordo l'anno prossimo, anche perché siamo fermamente convinti dell’enorme opportunità di business offerta dall'aeroporto di Sion. Siamo pronti a rispondere a qualsiasi domanda sul futuro di PowdAir e non vediamo l’ora di poter comunicare il nome del nostro nuovo investitore, appena la due diligence sarà terminata. Kind regards. The PowdAir Team".
Volare ha un un nuovo gusto è il claim di Volotea, la nuova compagnia aerea low cost il cui obiettivo è collegare medie e piccole città europee. Low cost ma con “fronzoli”. Volotea assegna il posto a bordo al momento del check in. Opera in ottica multicanale, vendendo sia direttamente al consumatore finale sia attraverso gli operatori di settore grazie alla presenza sui principali GDS (Amadeus, Galileo, Worldspan e presto Sabre) con pagamento tramite BSP. Dispone di un reparto per voli charter. La compagnia, di matrice spagnola (poichè creata da Carlos Muñoz e Lazaro Ros, già fondatori di Vueling, nella foto scattata all’inaugurazione della base veneziana), ha iniziato a volare il 5 aprile 2012 da Venezia Marco Polo e si connota per numeri interessanti già dalla prima stagione operativa: 54 aeroporti, 83 rotte in 9 nazioni europee, oltre 400.000 passeggeri trasportati e una flotta di nove Boeing 717.