Gianni Bisignani, ceo e direttore generale di IATA, in occasione del passaggio di consegne al suo successore Tony Tyler, ha espresso interessanti considerazioni sul mondo dell’aviazione. “L’aviazione è un business incredibile, in grado di superare crisi e shock quali quelli della scorsa decade, che hanno portato alla trasformazione dell’intero settore. La IATA, a partire dal 2004, ha effettuato cambiamenti che hanno permesso di risparmiare oltre 59 miliardi di dollari, ma nonostante ciò i margini netti delle compagnie aeree si son attestati attorno al 3,2%, non raggiungendo il 7- 8% necessario per coprire i costi di capitale. Personalmente vedo una mancanza di efficienza nella catena di valore del mondo dell’aviazione, un mondo che esiste perché le persone desiderano volare e questo desiderio é soddisfatto dalle compagnie aeree. L’intera catena vive quindi del valore creato dalle compagnie aeree che sono, a differenza di altri segmenti del comparto (quali costruttori di aeromobili, sistemi di prenotazione, gestori di aeroporti, caterer ecc.), inserite in un contesto molto competitivo. La soluzione, in un industria normale, sarebbe il consolidamento, ma le compagnie aeree non sono in grado di trasformarsi in player globali. I grandi cambiamenti degli ultimi anni hanno dimostrato che l’industria dell’aviazione può collaborare nel raggiungimento di risultati favorevoli per tutto il comparto: sono certo che lavorando insieme possiamo cambiare il mondo e Tony Tyler sarà testimone di altri grandi cambiamenti nei prossimi anni”.
Come da copione ormai noto, anche quest’anno la neve e il gelo hanno causato la chiusura di molti aeroporti che si sono trasformati in sale d’aspetto per migliaia di passeggeri in attesa della fatidica partenza. La BBC, dopo la chiusura forzata di London Heathrow - causa neve - ha analizzato il caso dell’aeroporto di Helsinki, dove, nonostante le abbondanti nevicate e temperature spesso sotto i 25 gradi, non si chiude mai grazie a una efficiente organizzazione, a uno staff molto competente e alla possibilità di utilizzare differenti piste per decolli e atterraggi. L’aeroporto inoltre è dotato di 250 veicoli tra spazzatrici, spazzaneve, getti d’aria per spostare la neve e macchinari per verificare i livelli d’attrito sulla pista, in modo da stabilire se renderla agibile o meno. Con un po’ di organizzazione e qualche risorsa in più, gli aerei possono decollare e atterrare senza particolari problemi anche durante i mesi in cui il clima é piú rigido. Certo Heathrow, avendo un traffico molto piú elevato, richiederebbe molte piú risorse e investimenti di Helsinki, ma visto che le compagnie rivolgono critiche pesanti e sia Virgin Atlantic che Lufthansa chiedono alla BAA, la società che gestisce l’aeroporto londinese, rimborsi per i danni causati dalla chiusura, non sarebbe forse il caso di andare a lezione in Filandia per evitare spiacevoli inconvenienti?