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alexandre de juniacCopiamo e incolliamo da Corriere.it, a firma Leonard Berberi. Il 2017 sarà ricordato, chissà per quanto tempo, come l’anno più sicuro di sempre dell’aviazione commerciale. Pochi incidenti aerei, pochissime vittime. “Ma in ogni caso sempre tante, troppe”, osserva Alexandre de Juniac, direttore generale e a.d. della IATA, l’associazione internazionale che riunisce l’83% delle compagnie aeree. I rapporti mostrano numeri mai registrati prima, che divergono leggermente tra loro, perché basati su parametri differenti (come il numero minimo di posti o il tonnellaggio dei jet), ma che si somigliano: non più di 11 incidenti in dodici mesi, che hanno provocato 48 vittime (considerando lo schianto di fine anno in Costa Rica). Il tutto in un 2017 che, secondo i dati della IATA, ha visto 4,081 miliardi di passeggeri, poco meno di 29mila velivoli in attività e 36,8 milioni di voli, cioè 100.800 al giorno. Calcolatrice alla mano: un disastro aereo ogni 3,3 milioni di voli, una vittima ogni 85 milioni di passeggeri. “Si tratta di numeri che non sorprendono”, spiega Harro Ranter, presidente di ASN Aviation Safety Network, organizzazione indipendente che pubblica un rapporto annuale sullo stato dell’aviazione. “Dal 1997 gli incidenti sono in continuo declino, grazie al ruolo di organizzazioni come ICAO, IATA e del settore in generale”. Secondo ASN il 2017 è stato il periodo più sicuro di sempre - sia in termini di disastri che di morti - con dieci incidenti e 44 vittime in tutto il mondo. Nel 2016, ricorda ASN, “abbiamo registrato 16 incidenti e 303 vite perse. Inoltre sono passati più di 792 giorni senza uno schianto con più di cento vittime”. “Ma non si può dimenticare che ci sono 35 persone travolte a terra dall’incidente di MyCargo Airlines il 16 gennaio 2017, mentre il Boeing 747 tentava l’atterraggio a Biškek, in Kirghizistan”, ha ricordato la IATA durante la presentazione del report, che ha sottolineato come - nel primo semestre del 2017 - il tasso di incidenti in Europa è stato di 0,68 ogni milione di voli: in netto calo rispetto all’1,16 dell’anno prima, molto meglio del dato del Nord America (0,82). L’Africa è la macro area che segna il dato peggiore (6,1, in aumento rispetto al 2,39 del 2016) nei primi sei mesi. L’Asia (escluso l’estremo oriente), zona che registra un boom del traffico aereo, secondo la IATA risulta anche la più sicura con zero incidenti. Numeri che andranno confermati nel 2018, quando si avranno 4,31 miliardi di passeggeri, 30.095 velivoli in servizio, 38,6 milioni di voli (oltre 105 mila al giorno). Il calo degli incidenti significa anche che le assicurazioni devono sborsare meno soldi per gli indennizzi. Una società specializzata, FlightGlobal, sottolinea come nessuno degli incidenti registrati ha superato il valore di 50 milioni di dollari. Nel complesso - tra valore dei velivoli distrutti e assicurazioni varie - l’esborso totale del settore dell’aviazione commerciale dovrebbe aggirarsi attorno a 1,15 miliardi di dollari, 400 milioni meno del 2016 e 600 milioni meno del 2015.