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CHI VA E CHI VIENE

L'AEROPORTO DEL MESE

LA COMPAGNIA DEL MESE

pasquini raffaeleemirates a380Raffaele Pasquini, che in AdR Aeroporti di Roma ricopre la carica di resp. Sviluppo Aviation per i mercati asiatici e mediorientali, propone un interessante spaccato della realtà, non conosciuta quanto meriterebbe, rappresentata dalle arrembanti compagnie del Medio-Oriente. “Da Doha, Qatar, dove mi trovo, l’Italia e l’Europa sembrano molto più distanti delle 5/7 ore di volo che li separano: battito economico forte; un melting pot di persone e culture che non solo non spaventa ma che, anzi, viene supportato; e poi ci sono, per venire all’ambito aviation, le MEB3 (Middle East Big 3): Qatar Airways, Emirates ed Etihad Airways. Le quali crescono a ritmi incessanti (+360% di posti offerti sull’Europa negli ultimi dieci anni, 27 Paesi e 47 aeroporti serviti!), hanno enormi ordinativi aeromobili lungo raggio (circa 700, in consegna nei prossimi cinque anni) e poggiano su infrastrutture aeroportuali che rappresentano lo stato dell’arte. Numeri che non possono che generare dibattito, e opinioni discordanti: qualcuno proclama a gran voce che questi vettori godono di incredibili vantaggi economici da parte dei rispettivi Governi; qualcun altro sussurra che la chiave del loro successo è da ricercare nelle pure capacità manageriali (i cattivi aggiungono: “con i soldi è tutto più facile”) di azionare con velocità e costante spregiudicatezza tutte le “4P” del marketing mix. Qualche dato sulle MEB3 che ci riguarda (fonte OAG): l’Italia è il loro terzo mercato in Europa; 4 aeroporti serviti; 1.5 milioni di posti offerti one way/anno; 105 voli settimanali (126, considerando i voli di Ali-had ovvero la programmazione di Alitalia verso Abu Dhabi). Tutta questa offerta ha avuto un effetto espansivo, generando nuovo mercato? Oppure, al contrario, ha semplicemente cannibalizzato il traffico esistente, sottraendolo ai competitor? Dati IATA ci dicono che - fatto 100 il numero di passeggeri che si è imbarcato dall’Italia con le MEB3 nel 2015 - 22 si son fermati a Dubai, Doha e Abu Dhabi (traffico point-to-point, riflesso della crescente attrattività per il segmento leisure, oltre che per traffico MICE e business); 16 si son diretti in Australia e altri 32 hanno viaggiato verso città asiatiche e africane non servite con voli diretti dall’Italia. Tra i restanti 32 passeggeri, che hanno quindi viaggiato verso scali raggiungibili direttamente dall’Italia, Seoul appare la città più gettonata: cannibalizzata quindi Korean Air, o allargato il mercato? Dal 2009 a oggi questa direttrice è cresciuta del 170%, con tariffe medie calate del solo 7%. Su Seoul, inoltre, nel 2015 sono entrate Alitalia e Asiana, e la stessa Korean si è maggiormente strutturata. Insomma, le MEB3 sono e saranno sempre più una realtà con la quale confrontarsi. È vero, hanno ucciso il charter nell’Oceano Indiano e messo in forte difficoltà qualche altro vettore, ma i dati dicono che hanno recuperato moltissimi passeggeri che utilizzavano gli scali europei come hub di transito e, soprattutto, hanno avuto un benevolo effetto espansivo sulla domanda. Ma aggiungo, in chiusura, care MEB3 state attente all’accoppiata Turkish Airlines / nuovo aeroporto di Istanbul (apertura nel 2018, per 150 milioni di passeggeri) perché la ruota è in perenne movimento!"